Boston, LA MIA PREFERITA (di Lolo Tiozzo) 19 Aprile 2013
Non doveva succedere in nessuna parte ma soprattutto non doveva succedere qui.
Boston è la città dei giovani che studiano ad Harvard, al M.I.T., la città delle 50 università, del progresso, del futuro.
Boston è la storia della Maratona, si veste dei suoi colori, tutti corrono, tutti salutano, tutti sorridono. E non c’è falsità in questi gesti. E’ la maratona di tutti, di quelli che ci impiegano 2.30 e di quelli che fanno fatica ad entrare nel tempo limite delle 6 ore.
E’ la festa del Boston College e delle ragazze del Wellesley College che con cartelli in mano: “kiss me kiss me” ti aspettano al ventesimo chilometro per darti un affettuoso bacio.
E’ la festa dei vecchi che siedono a bordo strada con la birra in mano, dei bambini che ti allungano la liquirizia, di quanti ti battono un cinque.
E tutt’intorno le belle case di legno (sembra di vivere in un film), i barbecue accesi pronti con fumanti salsicce, il fischio del treno che passa vicino alla strada.
Boston ha un cuore grande, il cuore di milioni di studenti che vengono qui da tutto il mondo, di ogni razza e religione.
Quest’anno purtroppo abbiamo sentito oltre al cuore anche il dolore.
Il cuore di alcuni è stato spezzato da un dolore immenso, la perdita di un figlio, di un amico, di un fratello, a tutti loro esprimiamo il nostro cordoglio e il nostro amore.
Continueremo a correre anche per ricordare loro come abbiamo fatto in passato per l’11 settembre.
Io ero a 2 miglia dall’arrivo quando sono stato fermato, mi hanno protetto e rincuorato, con affetto ho passato alcune ore fino all’arrivo del bus che mi ha portato
in una zona centrale della città.
Quello che è successo lunedì 15 non deve assolutamente indebolire il fascino di questa corsa, di questa gente e del loro cuore, non deve soprattutto indebolire la speranza di tutti.
Ciò che è accaduto appartiene alla follia di pochi, il resto è e rimarrà solo affetto e amore.
Lolo Tiozzo/Ovunque Running
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